La Chiesa della Compagnia della Morte o Chiesa della Compagnia dell'Orazione e della Buona Morte si trova in piazza Piccinino, nel rione di Porta Sole.
Nel cuore antico di Perugia, tra le vie silenziose che conservano ancora l’atmosfera del passato, sorge la Chiesa della Compagnia della Buona Morte, un luogo dove la fede, la solidarietà e l’arte si intrecciano in un racconto che attraversa i secoli.
Tutto ebbe inizio nel 1570, quando un gruppo di cittadini, mossi da spirito cristiano e da profonda compassione, fondò la Compagnia della Buona Morte. L’intento era semplice ma nobile: offrire una sepoltura dignitosa ai poveri, agli emarginati e ai corpi senza nome che venivano trovati nelle strade. In un'epoca in cui la povertà e le epidemie erano frequenti, questa confraternita rappresentò una vera opera di misericordia, un gesto di rispetto verso la vita e la morte.

Cinque anni dopo, nel 1575, i confratelli decisero di costruire una loro chiesa, che potesse essere insieme luogo di preghiera e simbolo della loro missione. Il progetto fu affidato all’architetto Vincenzo Danti, una delle figure più importanti del manierismo perugino, e i lavori vennero diretti da Bino Sozi. La costruzione andò avanti a lungo, oltrepassando il 1600, segno delle difficoltà economiche ma anche della cura con cui l’edificio veniva realizzato.

La chiesa, a pianta centrale a croce greca, colpisce subito per l’equilibrio delle sue proporzioni. Al centro si innalza una cupola elegante, poggiata su un alto tiburio, che dona alla struttura un senso di armonia e leggerezza. Ma ciò che più affascina chi arriva davanti alla facciata è senza dubbio il portale monumentale, realizzato nel 1606.
Questo portale fu voluto dal cardinale Bonifacio Bevilacqua, legato pontificio e membro della confraternita, che nel 1604 decise di finanziare la sua costruzione. L’intento era quello di rendere la chiesa più solenne e di lasciare un segno duraturo del suo legame con Perugia. Sopra l’ingresso, un’iscrizione ricorda il suo nome, mentre nella decorazione si possono ammirare le armi di papa Clemente VIII, del cardinale stesso e del vice legato Alessandro Maggi, insieme al grifone di Perugia, simbolo della città.

All’interno della chiesa, sopra l’ingresso, si trova un coro balaustrato dove un tempo si riunivano i confratelli per pregare e cantare durante le cerimonie.
Nel corso del Settecento, la chiesa venne arricchita con decorazioni barocche e nuovi apparati artistici. Gli stucchi e le tele sono opera di artisti perugini come Francesco Busti, Cristoforo Gasperi e Anton Maria Garbi, che seppero infondere negli spazi una calda luminosità e un senso di raffinata devozione.
Le immagini mostrano un tratto di marciapiede e un’area limitrofa appartenente ad un contesto urbano storico caratterizzato da una pavimentazione in materiale lapideo e da alcuni elementi di arredo urbano come dissuasori in pietra, catene metalliche e fioriere in calcestruzzo.
La pavimentazione del marciapiede è composta da lastre e blocchi di pietra serena locale con finitura a vista e superficie antisdrucciolo. La disposizione dei conci è irregolare ma ordinata, con lastre di forma rettangolare o quadrangolare disposte a giunti sfalsati. Le fughe sono piuttosto larghe, e in diversi punti si osserva la presenza di vegetazione erbacea spontanea che cresce tra le commessure. La superficie delle lastre appare consumata dal tempo e dal calpestio, con segni di erosione meccanica, piccole scheggiature e leggere depressioni dovute al passaggio e agli agenti atmosferici.
In alcuni tratti, il bordo delle lastre mostra fenomeni di disgregazione tipici delle pietre arenarie esposte a cicli di gelo-disgelo e infiltrazioni d’acqua. Nonostante ciò, la pavimentazione mantiene nel complesso una buona planarità, senza cedimenti strutturali significativi o dislivelli che possano compromettere la fruibilità pedonale.
Lo stato di conservazione generale della pavimentazione presenta diversi segni di degrado ed avvallamenti superficiali. Le principali forme di alterazione osservabili sono:
In alcune zone limitrofe, dove il marciapiede si raccorda con la sede stradale asfaltata, si nota anche un certo degrado del manto bituminoso, con fessure e rappezzi irregolari. Tale condizione può favorire l’infiltrazione d’acqua e contribuire al deterioramento della pavimentazione lapidea per capillarità e umidità di risalita.
Gli arredi urbani presenti sono essenzialmente costituiti da dissuasori e delimitatori di area pedonale. I dissuasori in travertino sono disposti a distanza regolare lungo il bordo del marciapiede, presentano un livello di degrado compatibile con la loro esposizione, leggere patine biologiche, macchie di ossidazione e piccole erosioni superficiali. In cima, ciascun dissuasore ospita un anello metallico al quale è ancorata una catena di ferro in avanzato stato di ossidazione.
In prossimità della carreggiata si trovano poi grandi fioriere in calcestruzzo, di forma rettangolare, collocate a formare una barriera fisica e visiva tra i parcheggi e il marciapiede.
L’intervento consisterà nella sostituzione delle lastre di pietra ammalorate con nuovo materiale analogo, ripulitura e restauro dei dissuasori in travertino, inserimento di nuovi dissuasori stradali conformi al codice della strada adiacenti al parcheggio esistente di fronte alla Chiesa.
L’intervento sarà suddiviso in 3 stralci: il primo consiste nella riqualificazione della pavimentazione prospiciente il fronte della Chiesa e la zona corrispondente all’ingresso; il secondo stralcio consta dell’ampliamento laterale in corrispondenza dei parcheggi con riquadri in travertino e pietra serena; il terzo stralcio prevede infine la realizzazione della stessa pavimentazione nel tratto antistante la scalinata di via Cesarei.
Contestualmente si prevede il rifacimento del sistema di smaltimento delle acque bianche stradali con caditoie in acciaio o griglie in ghisa e il ripristino del manto bituminoso perimetrale alla pavimentazione.
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