Teatro Morlacchi (III° stralcio) Elenco di tutti i mecenati di Teatro Morlacchi (III° stralcio)

Anno 2020

Il bene prima dei lavori

Storia

Teatro Morlacchi

Nel 1777 la borghesia cittadina decise di costruire un nuovo teatro in risposta ai nobili che avevano costruito il Teatro del Pavone; per far questo novanta famiglie costituirono la "Società per l'edificazione di un nuovo teatro", la quale comprò un vecchio convento di monache ed affidò il progetto all'architetto perugino Alessio Lorenzini. Questi diede alla sala la classica forma di ferro di cavallo e dovette affrontare il problema del poco spazio a disposizione: infatti per riservare un palco per ogni famiglia committente (cinque ordini di palchi da 27) decise di disporre l'intera struttura in diagonale e ridurre lo spazio a disposizione dell'autogresso.

I lavori, iniziati nel giugno 1778, si conclusero ad aprile del 1780. L'inaugurazione si tenne il 15 agosto 1781 e al teatro, che all'epoca poteva ospitare 1200 spettatori, fu dato il nome di "Teatro Civico del Verzaro". Ai lavori parteciparono i migliori artisti locali dell'epoca, come Baldassarre Orsini e Carlo Spiridione Mariotti.

Nel 1874 fu ristrutturato e modificato da Guglielmo Calderini, che gli diede la sua struttura attuale; contemporaneamente fu ridecorato da artisti come Francesco Moretti e Mariano Piervittori, che si occupò del sipario del soffitto. Alla nuova inaugurazione il teatro fu intitolato al musicista perugino Francesco Morlacchi.

L'attività del teatro continuò fino agli inizi del XX secolo, ma decadde durante gli anni del fascismo fino ad essere requisito dai tedeschi durante l'occupazione della città, per destinarlo a spettacoli per i loro soldati.

Finita la guerra, il teatro era seriamente danneggiato così, il Comune, a cui fu ceduto, fra il 1951 e il 1953 finanziò i lavori di restauro, consistenti nel rifacimento delle coperture, nella modifica del palcoscenico, nel golfo mistico e nelle pavimentazioni in marmo dell'atrio e del foyer.

Attualmente il teatro dispone di 785 posti. Il palcoscenico misura 20 metri in larghezza, 10,5 metri in profondità. Il boccascena è largo 10,5 metri.

(fonte Wikipedia)

Intervento

Descrizione

La proposta progettuale persegue la finalità di recuperare uno spazio pubblico storico così ricco di qualità armonizzando la domanda di luoghi di socialità con le esigenze funzionali della viabilità, attraverso una serie di azioni già sperimentate e rivelatesi particolarmente efficaci in almeno tre casi recenti: Corso Cavour alto, Piazza Fortebraccio e Piazza Matteotti.

Negli esempi citati, la strategia messa a punto è stata basata sui seguenti assunti:

  1. guadagnare spazio a favore della pedonalità;
  2. garantire alla circolazione veicolare la fluidità dei flussi di traffico;
  3. il raggiungimento dei due precedenti obiettivi mediante l'utilizzo di strumenti a basso impatto visivo, compatibili con le importanti emergenze architettoniche dei luoghi.

Nel caso in questione, il progetto si propone di ridefinire in modo netto gli spazi per la circolazione viabilistica rispetto a quelli riservati alla pedonalità, mediante la realizzazione di un sistema di marciapiedi adeguatamente dimensionati in prossimità delle importanti emergenze architettoniche e leggermente rialzati rispetto alle sedi viarie; una speciale attenzione è stata riservata all'area antistante la Biblioteca Umanistica, dove la memoria storica degli orti e dei giardini che punteggiavano l'intera area del Verzaro (che conserva anche nella toponomastica la traccia dell'antica identità del luogo - il Verziere) è riproposta con la creazione di uno spazio a verde, dotato di elementi di arredo urbano, di fronte alle grandi vetrate della sala di lettura, con lo scopo di creare un filtro visivo rispetto alla circolazione automobilistica, maggiormente consono alle attività della biblioteca ed in grado di introdurre effetti di contrasto all'isola di calore e di veicolare il valore ecosistemico degli alberi "urbani".

L'incremento degli spazi pedonali comporta una ridefinizione degli spazi riservati alla circolazione veicolare e una redistribuzione delle aree riservate alla sosta, sia delle auto sia dei mezzi a due ruote, lungo gli spazi che costeggiano Palazzo Grossi e lungo il paramento murario di Palazzo Pontani in via Francolina, in quanto ritenuti importanti detrattori rispetto alla percezione visiva delle eleganti architetture tardo rinascimentali e ottocentesche che contraddistinguono l'area. L'area di sosta riservata ai grandi mezzi di trasporto adibiti al trasporto del materiale scenotecnico per le attività teatrali è stata individuata nel lato opposto al teatro.

Il progetto

Resoconto economico

Erogazioni ricevute: € 160.000,00

Valore stimato dell'intervento: € 160.000,00

Erogazioni ricevute: € 160.000,00

Situazione al 07 luglio 2020


POSIZIONE DEL BENE